L’ipertensione in gravidanza

Fa parte delle grandi sindromi ostetriche, insieme a diabete e parto pretermine. Sono le malattie che rappresentano i più frequenti problemi in corso di gravidanza. L’ipertensione complica l’1-5% delle gravidanze.

Classificazione

Si definisce ipertensione, una pressione superiore a 140/90 mmHg in due misurazioni a distanza di tempo. È sempre più frequente avere donne meno giovani in gravidanza (35-45 anni), con età della prima gravidanza che si sovrappone a quella d’inizio dell’ipertensione essenziale. Questo pone problemi nella valutazione della gestante e della gravidanza. La possiamo classificare in 4 categorie:

 Ipertensione gestazionale: compare in gravidanza per la prima volta. In teoria si risolve dopo la gravidanza (12 settimane dal parto).

Preeclampsia ed eclampsia: ipertensione gestazionale + proteinuria e danno d’organo

Preeclampsia sovrapposta a ipertensione cronica: la donna era già ipertesa e sviluppa proteinuria o danno d’organo

Ipertensione cronica: chiunque abbia ipertensione prima della gravidanza, o diagnosi prima della 20 settimana di gestazione.

Se identifico una donna ipertesa prima della 20 settimana, vuol dire che aveva già ipertensione prima, in quanto la pressione nelle prime fasi dei sintomi della gravidanza, tende naturalmente a ridursi, fino a raggiungere il nadir in 20° settimana. Se la trovo alta dopo la 20 settimana allora la classifico come ipertensione gestazionale, che può rimanere cronica o complicarsi con preeclampsia ed eclampsia.

Pre-eclampsia

Dopo la 20 settimana, è l’ipertensione gestazionale con proteinuria (300mg/dL/24h o positività al dipstick (anche solo un +) o rapporto creatinina/proteine superiore a 30mg/dL.

Eclampsia

È la forma più grave, con manifestazioni neurologiche centrali nelle donne con pre-eclampsia. È un evento raro in occidente, spesso compare nel puerperio. È una forma rara nel mondo occidentale perché si trattano efficacemente le pre-eclamptiche, mentre nei paesi più poveri complica molte gravidanze, con manifestazioni di tipo similepilettico e che può sfociare in coma.

Ipertensione cronica

È la persistenza dell’ipertensione dopo 3-4 mesi dal parto, o il reperto prima della 20 settimana di gestazione. L’incidenza varia da 0,5 a 3%, ma è in crescita, per aumento dell’incidenza di obesità e la postposizione della prima gravidanza (oltre i 30-35 anni, primipara attempata, ma è un termine desueto. Molte donne hanno anche gravidanze oltre i 40 anni, spesso sono anche gravidanze indotte e gemellari). Pazienti con ipertensione cronica dovrebbero essere valutate in epoca antecedente la gestazione per verifica delle condizioni cardiache renali e circolatorie. Sempre valutare fundus, pressione arteriosa ed eventuali danni d’organo, a volte anche approfondimento cardiologico. Vanno valutate approfonditamente soprattutto le obese perché potrebbero avere una gravidanza con maggiori complicanze.

Preeclampsia sovrapposta ad ipertensione cronica

È la condizione più grave, perché colpisce un organismo che già manifesta scarsa compliance vascolare (stiffness). Sono le forme precoci e con elevata possibilità di danno d’organo e che più spesso lasciano reliquati.

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